Il libro è anche strumento per entrare in contatto con l’altro, quindi tramite la poesia, il racconto, la persona si rivela perché in mezzo c’è un pezzo di carta, che si attraversa senza rendersene conto, per capire la personalità dell’altro. Amare i libri insieme, in "seme", dando vita a nuove idee, fare nascere dalla parola detta un nuovo concetto, un contatto, un'idea. Il libro e' un atto d'amore!
mardi 20 juillet 2010
samedi 17 juillet 2010
Evelina Schatz
Zagara olimpica
Quando la stella gialla come
il limone della Sicilia d’inverno
sarà accesa in ogni casa come
il fuoco olimpico, la gente allora
avrà concluso il concorso alla
eguaglianza fratellanza libertà
di essere (o non essere) uomini.
E la fiamma olimpica allora partirà
tra gli allori del deserto di Negev
correranno i beduini-tedofori
verso Giudea ––– spezzata mela
della discordia ingiuriosa –––
accenderanno i giardini di agrumi
Erano questi i giardini dell’Eden?
Di zagara profumi giungeranno ai cieli
dimenticati cieli ora in fuga
verso dimentico altrove
Evelina Schatz
Quando la stella gialla come
il limone della Sicilia d’inverno
sarà accesa in ogni casa come
il fuoco olimpico, la gente allora
avrà concluso il concorso alla
eguaglianza fratellanza libertà
di essere (o non essere) uomini.
E la fiamma olimpica allora partirà
tra gli allori del deserto di Negev
correranno i beduini-tedofori
verso Giudea ––– spezzata mela
della discordia ingiuriosa –––
accenderanno i giardini di agrumi
Erano questi i giardini dell’Eden?
Di zagara profumi giungeranno ai cieli
dimenticati cieli ora in fuga
verso dimentico altrove
Evelina Schatz
lundi 28 juin 2010
durante la Notte della Poesia
METEODIARIO
Enrico Mario Lazzarin e Gianriccardo Scheri
presentano i loro blogs
durante la Notte della Poesia
del 16° Festival Internazionale di Poesia
venerdi 11 giugno 2010 - ore 21,30
Piazza Posta Vecchia - Genova
Dall'inverno del 2007, due poeti hanno pensato di scambiarsi dei "bollettini" poetici sugli aspetti della stagione in corso nelle rispettive città (Settimo e Genova), ognuno scrivendo almeno un testo o "meteo-bollettino" giornaliero,
inviato via e-mail all'altro e poi pubblicato sul proprio blog di “stazione” locale.
Dato che in ogni gioco il divertimento è maggiore se ci sono delle regole,
hanno deciso alla fine di ogni settimana di scegliere alcuni dei i testi che hanno scritto e di pubblicarli sul blog comune di METEODIARIO, creato per rendere evidente ad altri questa scommessa.
La partita iniziata a fine novembre 2007, sta proseguendo nelle stagioni successive
e avviandosi al traguardo del terzo anno.
In questa occasione, presentano dal vivo i loro testi con una lettura incrociata,
corredata dalla visione dei loro blogs.
Gianriccardo Scheri / Enrico Mario Lazzarin
www.meteodiario.blogspot.com
www.meteogenova.blogspot.com
www.meteosettimo.blogspot.com
Enrico Mario Lazzarin e Gianriccardo Scheri
presentano i loro blogs
durante la Notte della Poesia
del 16° Festival Internazionale di Poesia
venerdi 11 giugno 2010 - ore 21,30
Piazza Posta Vecchia - Genova
Dall'inverno del 2007, due poeti hanno pensato di scambiarsi dei "bollettini" poetici sugli aspetti della stagione in corso nelle rispettive città (Settimo e Genova), ognuno scrivendo almeno un testo o "meteo-bollettino" giornaliero,
inviato via e-mail all'altro e poi pubblicato sul proprio blog di “stazione” locale.
Dato che in ogni gioco il divertimento è maggiore se ci sono delle regole,
hanno deciso alla fine di ogni settimana di scegliere alcuni dei i testi che hanno scritto e di pubblicarli sul blog comune di METEODIARIO, creato per rendere evidente ad altri questa scommessa.
La partita iniziata a fine novembre 2007, sta proseguendo nelle stagioni successive
e avviandosi al traguardo del terzo anno.
In questa occasione, presentano dal vivo i loro testi con una lettura incrociata,
corredata dalla visione dei loro blogs.
Gianriccardo Scheri / Enrico Mario Lazzarin
www.meteodiario.blogspot.com
www.meteogenova.blogspot.com
www.meteosettimo.blogspot.com
jeudi 24 juin 2010
LAMPIONI
PIANOPERCUTROMBA & DOMENICO CIPRIANO
LAMPIONI
(la notte condivisa)
www.myspace.com/lampioni
READING - CONCERTO
NELL’AMBITO DI “CAIRANO 7X”
CAIRANO, zona Nord, 25 giugno 2010 – ore 22,00
Domenico Cipriano: poesie e voce
Fabio Lauria: tastiere ed effetti
Carmine Cataldo: tromba
Paolo Godas: contrabbasso
Guest: Giuseppe Vietri: sassofoni
Durata: 40 min circa
«Le cose, riflettei, sono meno fragili delle persone. Le cose sono lo specchio immutabile in cui osserviamo la nostra disgregazione». (Bruce Chatwin, Utz).
Brevi poesie che si alimentano della nostra esistenza tra riflessioni e fascinazioni. I lampioni delle strade, soggetti metafisici, diventano lo spunto per rievocare problematiche di estrema attualità: così si cela tra i versi anche il tema del lavoro, colto tra suggestioni metaforiche, viaggi autostradali e capannoni vuoti. Eroi del nostro tempo e visioni di luoghi ed amicizie, lontane tra loro per l’emigrazione perpetuata, si ritrovano nell’elaborazione del sogno e nella percezione dei sensi. Un percorso suddiviso in frammenti dove parole come “luci” e “notte” diventano ossessive, tra ritmi ipnotici e improvvisazioni struggenti o liberatorie. Parole a musiche originali per condividere questo dialogo con la notte. Lo spettacolo si può avvalere di volta in volta di “guest” di vario genere: musicisti solisti, pittori, Vj, ballerini e altre collaborazioni artistiche per improvvisazioni sul tema. Per questo appuntamento di Cairano 7x ci sarà la guest del sassofonista Giuseppe Vietri.
Pianopercutromba
La formazione è frutto dell’incontro tra il tastierista Fabio Lauria, il trombettista Carmine Cataldo e il bassista Paolo Godas, che da alcuni anni collaborano nello storico gruppo di improvvisazione jazzistica “Sinjarmajazz”. Dall’intesa tra i musicisti nasce questa nuova formazione, originale per la ricerca sonora e l’idea di improvvisazione, rappresentando una nuova realtà del jazz “made in Irpinia”, indirizzata verso suoni elettronici e campionati, con un gusto che si alimenta delle sonorità “ambient” e delle esperienze “davisiane”.
Domenico Cipriano
Poeta vincitore del premio Lerici-Pea 1999 per l’inedito, nel 2000 ha pubblicato la prima raccolta organica dal titolo Il continente perso (premio Camaiore). Interessato al connubio Jazz e Poesia ha dato vita, con il pianista Enzo Orefice, l’attore Enzo Marangelo e la sezione ritmica di Piero Leveratto ed Ettore Fioravanti, al progetto “JP band”, con cui ha realizzato il CD Le note richiamano versi (2004). Ama legare la poesia a varie forme d’arte, collaborando con artisti di vario genere per realizzare progetti specifici e libricini da collezione. www.domenicocipriano.it
Contatti: stradepoesia@yahoo.it
LAMPIONI
(la notte condivisa)
www.myspace.com/lampioni
READING - CONCERTO
NELL’AMBITO DI “CAIRANO 7X”
CAIRANO, zona Nord, 25 giugno 2010 – ore 22,00
Domenico Cipriano: poesie e voce
Fabio Lauria: tastiere ed effetti
Carmine Cataldo: tromba
Paolo Godas: contrabbasso
Guest: Giuseppe Vietri: sassofoni
Durata: 40 min circa
«Le cose, riflettei, sono meno fragili delle persone. Le cose sono lo specchio immutabile in cui osserviamo la nostra disgregazione». (Bruce Chatwin, Utz).
Brevi poesie che si alimentano della nostra esistenza tra riflessioni e fascinazioni. I lampioni delle strade, soggetti metafisici, diventano lo spunto per rievocare problematiche di estrema attualità: così si cela tra i versi anche il tema del lavoro, colto tra suggestioni metaforiche, viaggi autostradali e capannoni vuoti. Eroi del nostro tempo e visioni di luoghi ed amicizie, lontane tra loro per l’emigrazione perpetuata, si ritrovano nell’elaborazione del sogno e nella percezione dei sensi. Un percorso suddiviso in frammenti dove parole come “luci” e “notte” diventano ossessive, tra ritmi ipnotici e improvvisazioni struggenti o liberatorie. Parole a musiche originali per condividere questo dialogo con la notte. Lo spettacolo si può avvalere di volta in volta di “guest” di vario genere: musicisti solisti, pittori, Vj, ballerini e altre collaborazioni artistiche per improvvisazioni sul tema. Per questo appuntamento di Cairano 7x ci sarà la guest del sassofonista Giuseppe Vietri.
Pianopercutromba
La formazione è frutto dell’incontro tra il tastierista Fabio Lauria, il trombettista Carmine Cataldo e il bassista Paolo Godas, che da alcuni anni collaborano nello storico gruppo di improvvisazione jazzistica “Sinjarmajazz”. Dall’intesa tra i musicisti nasce questa nuova formazione, originale per la ricerca sonora e l’idea di improvvisazione, rappresentando una nuova realtà del jazz “made in Irpinia”, indirizzata verso suoni elettronici e campionati, con un gusto che si alimenta delle sonorità “ambient” e delle esperienze “davisiane”.
Domenico Cipriano
Poeta vincitore del premio Lerici-Pea 1999 per l’inedito, nel 2000 ha pubblicato la prima raccolta organica dal titolo Il continente perso (premio Camaiore). Interessato al connubio Jazz e Poesia ha dato vita, con il pianista Enzo Orefice, l’attore Enzo Marangelo e la sezione ritmica di Piero Leveratto ed Ettore Fioravanti, al progetto “JP band”, con cui ha realizzato il CD Le note richiamano versi (2004). Ama legare la poesia a varie forme d’arte, collaborando con artisti di vario genere per realizzare progetti specifici e libricini da collezione. www.domenicocipriano.it
Contatti: stradepoesia@yahoo.it
jeudi 10 juin 2010
concorso Pubblica con noi 2010


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Vincitori sez. Poesia (v. anche la sez. Racconto e l'attestato dei vincitori)
Fara Editore e i giurati del concorso Pubblica con noi 2010
Daniele Bottura, Elena Varriale, Maristella Olivieri, Patrizia Rigoni e Stefano Martello per la sezione racconto; Agostino Cornali, Daniela Terrile, Matteo Fantuzzi, Nicola Lorenzetto, Paolo Gambi e Sebastiano Adernò per la sezione poesia;
sono lieti di premiare i seguenti autori con la pubblicazione nel volume Pubblica 2010
leggi
mercredi 26 mai 2010
stefano bianchi
recensione di Narda Fattori <http://www.faraeditore.it/html/interviste/narda.html>
Stefano Bianchi <http://www.faraeditore.it/html/siacosache/sputamiamare.html> , poeta per caso, è tornato ad essere visitato dalla Musa e lui, attento e avvertito, l’ha accolta e, malgrado le reticenze, si è lasciato sedurre dal canto, dalla visione rarefatta, dalle rifrazione della luce.
<http://www.faraeditore.it/html/siacosache/sputamiamare.html> È una poesia quasi elegiaca, con le suadenti immagini che recano i sogni, ma anche con improvvise consapevolezze di stare tradendo una vocazione all’inquietudine che ne salva l’identità.
Quasi in chiusa, all’interno di una poesia che dà voce ad uno stare "inconsistente": "La finestra illuminata / di scatto si richiude / le ante sbattono sui muri / il tempo prende la rincorsa / ci ripiglia e ci mulina."; dunque continuerà la fatica di individuare una meta, una sosta che duri per incontrare il riposo, un traguardo, degli obiettivi.
Stefano sa che abbandonarsi al canto lo porterebbe alla rovina, accecherebbe la sua volontà e altri compirebbero la scelta che già gli è impossibile fare fra "fuga e responsabilità" perché ogni scelta comporta una perdita, e una solitudine e che ora non si può più tornare all’innocenza dei bambini.
Ma allora lo smarrimento si moltiplica, si perde ogni orientamento e tutto congiura per schiantarci dentro un mare d’inverno che trascina oggetti residuali, ormai privi di un punto di partenza, cioè di un punto da cui sono partiti, perché se quel punto, logos o topos è individuato, magari penosamente e in solitudine, si potrà individuare la meta. Ma dentro questo smarrimento ci sono attimi/luoghi "insensatamente felici" come lo scorgere, con la meraviglia del vedente, una radura di verde, la distesa azzurra del mare. Allora il dubbio sull’arrivo cessa e si può pensare che tutto sia nella corsa, che il destino dell’uomo si compia nel suo farsi quotidiano, incespicante ma mai reso.
Illuminante, a questo proposito, è la postfazione di A. Ramberti che invito a leggere perché oltre che sulla poetica di Stefano Bianchi pronuncia una dichiarazione di vitalità e di necessità della poesia, comunicazione che libera dall’energia che grava sull’anima, negativa o positiva, e sommuove "la pigrizia intellettuale".
Ma torniamo al dettato del poeta sempre lessicalmente quotidiano, ma molto giocato sul ritmo, ora disteso, più spesso ritratto, di pochi suoni nel verso, ma armonici, come un’elegia appunto.
Di una silloge di poesie che non vogliono essere una confessione ma una ricerca del sé segnata dalla più nuda e tremante verità, mi pare giusto citare i versi finali della poesia Inverno (pagg. 33/34): " … /Sta a te tirare i dadi / a noi andare /di casella in casella. / È il turno / niente di triste / niente di che". Sono versi importanti, da poeta.
Resta forse da interpretare il titolo, volutamente basso, quasi di sprezzo; ma occorre sapere che Stefano ama immensamente il mare, le passeggiate sulla riva, il perdersi nel calmo azzurrato o nel grigio tumultuoso. È il suo infinito, il luogo dove si incrociano tutti i luogi e tutti i destini; ma è anche il luogo dove smarrirsi e perdersi, anche per sempre. I versi sono sputati a mare come un dono e lui parimenti è sputato a mare nella ricerca di punti fermi, di un porto che però non cerca, di un approdo che non vede.
Molte poesie sono segnate da una specie di voce in contrappunto, a piè di pagina, in caratteri minuscoli: sono voci, momenti, esperienze che vengono da lontano, da un infanzia riminese che si fa quasi mitica; sono una specie di coro etico che accompagna i versi e riporta ogni volta alla pesantezza della terra Stefano, lo chiamano alle radici, ai primi graffiti nella sua anima.
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vendredi 9 avril 2010
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