mardi 25 août 2009

Adesso l'architettura.


di Giuseppe Santonocito


Jacques Derrida Scheiwiller, Milano 2008 (pp. 373, € 24,00)



Quando nel 1985 Bernard Tschumi chiese a Jacques Derrida di collaborare con Peter Eisenman al progetto di un giardino per il Parc de La Villette a Parigi, il filosofo francese, al culmine della sua fama internazionale, non si era mai cimentato direttamente con il mondo dell'architettura. Derrida aveva sempre manifestato una certa perplessità rispetto alla facilità con cui i suoi schemi decostruttivi venivano catturati al di fuori della loro cornice filosofica: ma in quel caso il risultato della collaborazione fu produttivo non tanto per le conseguenze progettuali (il lavoro con Eisenman non è stato mai realizzato) quanto per l'impatto teorico che i pensieri derridiani furono capaci di innescare. Pointe de Folie – Maintenant l'architecture, il testo redatto da Derrida per l'occasione, fu recepito e sviluppato, non senza equivoci, da un gruppo di giovani architetti che diedero vita a quella corrente che nel 1988, con una mostra al MoMA di New York, Philip Johnson formalizzò come Deconstructiviste Architecture.Adesso l'architettura, il volume pubblicato da Scheiwiller per la curatela di Francesco Vitale, raccoglie una serie di scritti occasionali, ancora inediti in lingua italiana (manca però proprio Pointe de Folie), che coprendo un periodo di oltre un decennio ci permettono di ricostruire molto efficacemente, a distanza di quasi un quarto di secolo da quell'invito per La Villette, la traiettoria dei ragionamenti di Derrida sull'architettura e la loro tenuta nel tempo. Derrida, che considera l'architettura come l'ultimo baluardo della metafisica, "l'arte che resiste di più a ciò che si chiamerebbe destabilizzazione o decostruzione, perché è l'arte meglio fondata" (p. 186), procede a una sistematica operazione di smontaggio della sua assiomatica istituzionale. La decostruzione derridiana, d'altra parte, si era da sempre occupata di istituzioni: più precisamente, di ripensare le istituzioni, de-stituendole. E non diversamente da tutto il resto delle istituzioni occidentali, anche l'architettura all'occhio di Derrida è imputabile di essersi coagulata nel tempo intorno a un gigantesco costructum, a una archi-struttura di valori fondamentali – abitabilità, funzionalità, monumentalità ed estetica – che ne sovradeterminano le pratiche come un canone gerarchico. Decostruire questo artefatto significa, per il filosofo francese, rimettere in discussione la priorità delle pratiche sulla teoria, chiedendo all'architettura un esercizio di pensiero il cui primo atto è innanzitutto quello di ripensare se stessa. Come è tipico del suo stile ellittico e anti-argomentativo, Derrida disloca i concetti fondamentali dell'architettura fino ai limiti del senso, senza tuttavia negarli. Il tentativo è quello di riportare le presunte trascendenze (le metafisiche) su un piano di immanenza in cui nulla è segno assoluto, ma tutto – compresi i lemmi architettonici – deve essere riconsiderato alla luce delle idee di traccia, scarto, temporalità differita, rinvio, transumanza. L'architettura decostruita, l'architettura dell'evento, della non-saturazione e dell'incompletezza, è una prassi pensante che si pone la questione dello spazio come problema aperto, senza puntare a controllarlo e definirlo una volta per tutte (massima aspirazione dell'architettura moderna), lasciandolo libero di accogliere intatte tutte le possibilità per il futuro. Leggendo attentamente le sequenze delle riflessioni di Derrida contenute in Adesso l'architettura, emergono due dati di grande interesse, anche se rispettivamente contraddittori. Da una parte constatiamo i frequenti misunderstanding tra i ragionamenti del filosofo e le interpretazioni degli architetti: dove il primo solleva problemi e smonta certezze, i secondi spesso vedono soluzioni e nuovi modelli operativi (significativi sono i due testi A proposito della scrittura. Jacques Derrida e Peter Eisenman e Replica a Daniel Libeskind). Dall'altra, la straordinaria attualità della lettura derridiana rispetto ai fenomeni urbani contemporanei, come l'individuazione del problema della transitorietà della città post-politica e della conseguenteresponsabilità verso le generazioni future di un'architettura che resiste e si mantiene in vita (maintenant). L'architettura del prossimo millennio – afferma Derrida – può mantenersi all'altezza del suo compito soltanto nell'idea, paradossale, di rinunciare a definire lo spazio. Ma allora, probabilmente dovrebbe rinunciare anche al nome di architettura.

vendredi 21 août 2009

La donna d’oro negli USA




La poetessa anconetana Cristina Babino (1976) presenterà il suo ultimo libro, “La donna d’oro” (peQuod, 2008), biografia in versi della pittrice Tamara de Lempicka, in un minitour degli Stati Uniti d’America che la vedrà protagonista in due appuntamenti di grande risonanza accademica.

Lunedì 14 settembre prossimo Cristina Babino sarà infatti impegnata a New York, dove terrà un seminario-reading della sua opera su Tamara de Lempicka, che ha già ottenuto riconoscimenti letterari a livello nazionale e una notevole attenzione critica, presso il rinomato Queens College, introdotta dalla Prof. Eugenia Paulicelli, docente di Letteratura italiana e comparata e Women’s Studies al Queens College e al Graduate Center della City University di New York.

Venerdì 18 settembre la poetessa sarà quindi ospite della prestigiosa Università del Wisconsin di Madison, dove terrà un’altra lettura-presentazione, introdotta nell’occasione dal Prof. Ernesto Livorni, docente presso il Dipartimento di Italianistica dell’ateneo, già professore alle Università di Yale e Columbia e insigne critico letterario (ai suoi studi si deve tra l’altro la riscoperta dell’opera di John Fante).

Un’altra importante occasione internazionale per la giovane poetessa e critica, nata ad Ancona ma residente da tempo in Francia, ad Antibes, che nel 2007 era già stata chiamata a rappresentare l’Italia al VI Meeting Mondiale di Poesia “Poetas”, organizzato con cadenza triennale dall’Università di Coimbra, in Portogallo, ateneo presso cui è stata anche ospitata nel 2008, con un riconoscimento unico per l’Europa, in qualità di European Poet in Residence.
E un’altra vetrina di assoluto rilievo per la promozione e la diffusione della giovane poesia marchigiana a livello mondiale.


NOTA BIOGRAFICA
Cristina Babino è nata ad Ancona nel 1976. Vive tra la Costa Azzurra e le Marche. E’ laureata in Letteratura Italiana presso la sezione Arte del DAMS di Bologna. In poesia ha pubblicato L’abitudine del cielo (Blu di Prussia, 2003), La donna d’oro (peQuod, 2008) e suoi testi sono inclusi in varie antologie, tra cui L’opera continua (Giulio Perrone Editore, 2005), Nodo Sottile 5 (Le Lettere, 2008), Nostro Lunedì (a cura di Francesco Scarabicchi). Suoi scritti critici sono pubblicati sulle riviste letterarie Poesia, Le voci della luna, Stilos, Incroci. E’ vincitrice di numerosi premi letterari, tra cui il Premio Rabelais (edizioni 2004 e 2005). Nel 2007 ha rappresentato l’Italia al VI Meeting Mondiale di Poesia “Poetas”, organizzato dall’Università di Coimbra, Portogallo, ateneo dove è stata ospitata nel 2008, in qualità di European Poet in Residence.

INFO:
email: comunicati@hotmail.it
web: http://lacuginaargia.wordpress.com/about/
su La donna d’oro: http://lacuginaargia.wordpress.com/la-donna-doro/

mercredi 19 août 2009

“Il Bit dell’avvenire”

http://www.anonimascrittori.it/il-bit-dellavvenire-il-regolamento-ufficiale/http://www.anonimascrittori.it/il-bit-dellavvenire-il-regolamento-ufficiale/

La Deltaeffe Srl, in collaborazione con Anonima Scrittori, ha ideato l’iniziativa letteraria ‘Il Bit dell’Avvenire’ per stimolare la creatività di scrittori, affermati ed esordienti, sull’influenza delle nuove tecnologie nella vita di tutti i giorni. Racconti di vita, idee e descrizioni di scenari possibili e impossibili. Varie declinazioni dell’avvenire, tra lo stupore della scoperta e la paura dell’ignoto, tra la speranza e la preoccupazione per il futuro, da far confluire all’interno di un libro collettivo.
La pubblicazione prenderà vita a Novembre e conterrà alcuni tra i racconti inediti arrivati in redazione, più cinque storie di scrittori professionisti: tra cui Antonio Pennacchi, autore de ‘Il fasciocomunista’.
I racconti - con una lunghezza massima di 15 mila battute - andranno inviati all’indirizzo raccontiATanonimascrittori.it entro la mezzanotte del 30 Settembre 2009, con una nota in cui si dichiari che il racconto è opera inedita dell’autore e si autorizza l’Anonima Scrittori all’utilizzo del racconto in tutte le sedi e modalità che riterrà opportune, previa anche modifica ed editing dello stesso.
La selezione dei racconti verrà effettuata dalla Redazione organizzativa dell’iniziativa letteraria.
È importante inoltre inserire i dati anagrafici personali (nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, contatti telefonici e email) e l’autorizzazione al trattamento dei propri dati anagrafici in conformità alla Legge 675/96 ai soli fini dell’iniziativa letteraria “Il Bit dell’avvenire”.
L’autore si assume inoltre la responsabilità integrale dei contenuti della sua opera liberando espressamente l’Anonima Scrittori da ogni responsabilità civile o penale.
L’autore, che resta in ogni caso proprietario del racconto pubblicato riservandosi il diritto di cederlo anche a terzi, ai sensi e per gli effetti del decreto legislativo n. 196/03 e successive modificazioni e integrazioni, dichiara di autorizzare espressamente la redazione del concorso al trattamento dei propri dati sensibili, sia in forma cartacea che elettronica, dichiarando sin da ora di liberare da qualsivoglia responsabilità la redazione dell’Anonima Scrittori.
L’autore deve inviare, a corredo del racconto, una nota biografica di massimo 800 battute.

Vincenzo Campobasso augura Buon Ferragosto

VINCERA’
*
Vincerà, sì,
vincerà la materia
che non ragiona.
Quello che l’uomo fa,
lo fa senz’intelletto.

8.8.2009

CIELO SILENTE
*
Silenzio in cielo.
Le rondini ad Agosto
Son già partite.
Pareva fosser giunte
Soltanto ieri sera!

15.8.2009
**

Mese d’Agosto.
L’estate fa tacere
Anche gli amici!

*
I CANI, NO!
Quanti cani non-cani
sono più cani!

(da un cartello VIETATO L’INGRESSO AI CANI)

*

Il ferragosto!
Le rondini partite,
il cielo – muto!

Evelina Schatz




ZWEIEINSAMKEIT[1]

Dalla duplice solitudine uscendo
Canto assolo l’abisso

Dagli abbandoni incessanti
Esco come Venere
Dalla schiuma della creazione
Traendone la nuova forza

Milano 8 marzo 2009
[1] ted. Duplice solitudine

dimanche 9 août 2009

U STISSO SANGU

Estate ricca di presentazioni, per il progetto U STISSO SANGU: i mesi di luglio e agosto hanno visto e stanno vedendo molte e importanti tappe, nel tour che sta facendo conoscere in Sicilia e in Italia il film - documentario di Francesco Di Martino e Sebastiano Adernò.
I feedback sono sempre positivi e praticamente ogni tappa è occasione di confronto e stimolo anche per l'organizzazione di altri appuntamenti. Da Niscemi a Siracusa, da Gela a Cassino, U STISSO SANGU continua a raccontare una storia moderna, la storia di un dramma quotidiano di cui i media danno una versione troppo spesso incompleta.
Un documentario non può essere, ovviamente, la risposta a tutte le domande sull'argomento, ma una voce fuori dal coro è sempre necessaria. Quando, inoltre, la voce in questione è quella di chi ha vissuto il viaggio e lo sbarco e tenta di inserirsi in una realtà che non è la propria e deve sfidare il pregiudizio e la cattiva informazione, allora anche un “semplice” video racconto può essere occasione di riflessione e presa di coscienza. Se il sangue è lo stesso, allora anche i diritti devono esserlo.

mercredi 5 août 2009

Femmes du monde arabe: un regard alternatif

03 août 2009

Femmes du monde arabe: un regard alternatif
Concours photo 'Femmes du monde arabe, ici ou là-bas...un regard alternatif'

Fondée en 2006, l'Arab Women's Solidarity Association-Belgium est une association laïque, mixte et indépendante qui milite pour la promotion des droits des femmes originaires du monde arabe.Cette année, nous organisons un concours photo autour du thème "Femmes du monde arabe, ici ou là-bas.un regard alternatif" qui vise à casser les stéréotypes sur les femmes arabes et à illustrer la richesse de leur diversité situationnelle, culturelle et religieuse.

(date limite des envois: le vendredi 25 septembre 2009).
Au-delà des prix à gagner, les photos sélectionnés seront exposées, dans le cadre de la Quinzaine des Femmes, du 13 novembre au 11 décembre au Centre culturel arabe à Bruxelles.
Pour recevoir le bulletin d'inscription et le règlement du concours (obligatoires), veuillez adresser un mail à awsabe@gmail.com ou appeler au 02/229 38 10.

http://biloko.blogspot.com/