mercredi 31 décembre 2008

Amore Re

Se, anche quest’anno
che un rosso scarlatto di luce,
un viola appena intriso di verde,
un rondone a mazzi di cabriate tra insetti volanti,
- e le mie spiaggie carezzate di onde
da inverno, le tue, irruente di tocchi così lievi -
se quest’anno che viene,
obbediente nel ciclo delle stagioni
agli inarcati “pianissimo”
dei tuoi invisibili voli di danza,
se questo tempo di memorie a caos
per occhi di fanciulla scuri di gioie,
occhi di cerbiatta umidi di tremori,
occhi di alce duri di prudenze,
se anche quest’anno
che s’asciugheranno sguardi d’odio
perfino nella tua terra santa di sangue e martìri,
e già si sentono tempi di ritmi cherubini
in avvicinamento da tutti i Natali giunti dal tuo
a fare insieme di tutti questi Natali tuoi,
viventi in te, Amore Re, così lontano da noi
e così intimo dentro a noi, una ad uno.

RI

lundi 29 décembre 2008

Caterina Camporesi è nata a Sogliano al Rubicone (FC) nel 1944 e vive tra Rimini, la Garfagnana e Roma. Svolge l’attività di psicoterapeuta. Già condirettrice de «La Rocca poesia» e redattrice de «Le Voci della Luna», è socia di Sinopia (www.sinopiaonlus.org) e collabora con riviste cartacee e on-line come «Fili d’aquilone».Ha pubblicato: Poesie di una psicologa, Sulla porta del tempo, Agli strali del silenzio e Duende (Marsilio, Collana elleffe, Venezia, 2003). È presente con “La sorte risanata” nell’antologia La coda della Galassia (Fara, 2005) e altre sue poesie sono state inserite ne La linea del Sillaro (Campanotto, 2006).

Nel 2008 esce il suo libro Solchi e Nodi edito da Fara Editore.
Solchi e Nodi è un libro che rappresenta la maturità di Caterina Camporesi, quella maturità in un percorso emotivo e lavorativo che da anni la vede in primo piano. Quando leggo un libro di poesia tendo sempre a cercare di capire chi ho di fronte, documentandomi sulla persona e sul suo modo di fare poesia. Per questo credo che il titolo abbia un significato che imprime a tutto il progetto una forte dimostrazione dell’intensità e dell’empatia di questo libro. Letto il titolo, mi sono chiesto più volte cosa volesse trasmettere Caterina, e poi una piccola folgorazione mi ha colpito … I nodi … i nodi definiscono ciò che blocca, che limita, che impedisce l’elasticità mentale e comportamentale dell’uomo. Mentre i solchi? I solchi sono le tracce che hanno sciolto questi nodi, dando spazio alle parole dei versi di Caterina, che dopo un’attenta riflessione interna sfoggia poesia ermetica, ma realista, minimalista, ma al tempo stesso completa. La frase iniziale del libro “luoghi e tempi nutrono / aprono varchi al nostro divenire” è un segno di come Caterina ha fatto tesoro del tempo e del suo vissuto, nelle vicende più disparate, nelle più tristi o nelle più felici. Assimilandoli, elaborandoli, ma soprattutto capendone l’importanza, possiamo crescere e sciogliere quei nodi che piano si stringono nel momento in cui ci lasciamo andare. I versi di Caterina sono privi di punteggiatura, ma non per questo esuli da pause e stacchi importanti: nonostante la lunghezza dei versi, il ritmo arriva compulsivo e veloce, generando quell’agitazione del momento. Il compito dell’autrice, raro nel resistere in un libro di poesia, è quello di indirizzare il lettore verso una via, o un solco, e lasciare che intraprenda il significato che più ritiene opportuno, proprio per questo Caterina sceglie volutamente di non dare titoli ai propri scritti, per non traviare il lettore nel suo cammino. Sono tutte piccole gemme che non necessitano una lettura continua pagina per pagina, ma anche dislocata senza comunque perdere il significato finale del libro. Solchi e Nodi, un libro di poesia che fa della psicoterapia un modo per emozionare e suggestionare il lettore. Caterina mette tra le nostre mani un piccolo pezzo di creta, che verrà plasmato con le nostre membra, con il nostro cuore e diverrà quello che vorremmo vedere. Caterina è un’autrice che non si limita nei pensieri e nelle emozioni, le mette lì in vista, a disposizione: al lettore quindi il duro compito di guardarsi dentro. I complimenti da un uomo che fa della poesia un saggio sul proprio passato, scavando e scovando in ogni verso un dolore che a volte sembra assopito, ma sempre costante, una diversa rappresentazione ma che in un qualche modo ci accomuna, almeno nell’intento...

mardi 16 décembre 2008

"Echi del Mondo"

Milano – I poeti Calogero Di Giuseppe e Franco Santamaria al Gran Caffè Foro BuonaparteVenerdì 19 dicembre 2008, alle ore 17.00, a Milano, presso il Gran Caffè al Foro Buonaparte 67 (di fronte al Teatro delle Erbe – MM linea 1 Cairoli), l'Associazione "Echi del Mondo" di Argene Madeddu presenta i poeti Calogero Di Giuseppe e Franco Santamaria che leggeranno i loro testi e scambieranno gli auguri di Buone Feste con i convenuti. Conduce Argene Madeddu.Info: Calogero Di Giuseppe <calogero.digiuseppe@fastwebnet.it>

Carla De Angelis


Carla De AngelisDiversità apparenti. Un’esperienza, una prospettivaa cura di Stefano Martello
con Prefazione di Stefano Martello
€ 10,00 pp. 78 (Sia cosa che)ISBN 88-95139-09-7
Premio speciale Testimonianza “Achille Siciliano” del concorso Kriterion 2007

Questo è un mondo dove sembra che un giorno sia la copia del precedente, ma non è così; è un mondo che ricorda Alice nel paese delle meraviglie o I viaggi di Gulliver, va guardato con indulgenza e pazienza camminando con le mani in terra e i piedi in alto come fanno i saltimbanchi; le famiglie coinvolte, da sole, non possono farcela, le istituzioni dovrebbero essere più presenti.

Carla De Angelis è nata a Roma, città dove vive e lavora, nel 1944. Nel 1962 ha conosciuto il poeta Luigi Bartolinie pubblicato i primi versi nella rivista internazionale «Pensiero ed Arte». Nel 1965 ha vinto un diploma partecipando al Gran Premio Internazionale di Poesia“Vega” e collaborato all’antologia dedicata a Dante Alighieri nel VII centenario della nascita. Ha partecipato ad attività artistiche nel sociale. È stata pubblicata da Aletti Editore in tre antologie poetiche degli anni 2005e 2006. Con Fara ha recentemente pubblicato la raccolta di poesie Salutami il mare.Stefano Martello (Roma, 1974), giornalista, ha conseguito il Master in Comunicazione Pubblica e Politica. Scrive recensioni, critiche e saggi per prestigiose testate nazionali su carta e nel web. Ha pubblicato a quattro mani con Gennaro Pesante, Santi, poeti e comunicatori.

vendredi 12 décembre 2008

P.G. Kien Il segreto del poeta


P.G. KienIl segreto del poeta
€ 14,00 pp. 262 (Sia cosa che)ISBN 978-88-95139-54-8
«Un manoscritto ritrovato nell’archivio della Cattedrale di Poitiers si rivela un documento unico nel suo genere: la narrazione in prima persona delle esperienze giovanili di un poeta del secolo XII, forse identificabile nel grande Chrétien de Troyes. Créstien, così si firma l’autore, lascia la città natale per un viaggio avventuroso alla ricerca dei cantori tradizionali custodi degli antichi carmi dedicati a Tristano e Artù. Il suo viaggio, un’iniziazione alla vita, alla poesia e all’amore, lo porterà prima in Bretagna, poi alla corte d’Inghilterra e infine in Cornovaglia, al cuore delle lontane e misteriose vicende di Tristano e Isotta. Quello dei due innamorati non è l’unico mistero con il quale Créstien dovrà confrontarsi. Il suo cammino incrocia, infatti quello di inquietanti personaggi che ordiscono trame oscuramente intrecciate con i personaggi delle leggende cantate dai bardi. I misteriosi bassorilievi di alcune chiese sembrano narrare episodi di una medesima storia che coinvolge Artù, Tristano e Giuseppe di Arimatea. Tutti i fili si riannoderanno in faccia all’oceano, nella rocca di Tintagel, ma un retrogusto amaro accompagnerà Créstien per tutta la vita.» (P.G. Kien)
P.G. Kien (Paolo Galloni) ci conduce in un medioevo in cui il rigore della ricostruzione storica (i personaggi principali sono realmente esistiti e molti fatti realmente accaduti) conduce senza soluzione di continuità alle radici dell’immaginario.P.G. Kien è l’identità apocrifa di un progetto di scrittura basato su pochi, semplici punti fermi. Lo stile appartiene più alle storie che a chi le racconta; la bellezza del narrare sta nell’esplorare generi e stili di multiforme variabilità atmosferica; i supporti che materializzano la storia appartengono più a chi legge che a chi racconta; le storie, è noto, appartengono a tutti,sono un patrimonio dell’umanità; la creatività è una forma di redenzione dalla mediocrità, per il singolo e per le comunità di cui fa parte.I lavori di P.G. Kien sono, o saranno, per scelta consapevole, disponibili sia in formato digitale sia in un non ordinario formato materiale in edizione limitata. Visita il sito http://www.pgkien.net/ per conoscere i progetti di P.G. Kien e il loro stato di avanzamento. Con Fara Paolo Galloni ha pubblicato Le affinità casuali (2004), Il cuore della colomba (2002) e Donal d'Irlanda (2000).

mardi 25 novembre 2008

CON…VERSANDO ( il Mercoledì Letterario)

prossima tappa mercoledì 26 Novembre ore 20,30
Locanda Borgo dè Paladino
Via Borgo dè Paladino, Montemiletto

con le opere del Poeta napoletana
Stelvio Di Spigno


Il salotto del mercoledì letterario “Con…Versando” organizzato presso i wine-bar del paese prosegue con tanto successo, il programma prevede un poeta campano al mese con l’intento di divulgare il verso, e soprattutto di far conoscere gli autori che operana con grande successo e impegno in Campania. Gli incontri di “Con..Versando” accompagnano l’ospite in un magico momento di confronto con il pubblico, tra poesia, teatro, musica, vino e ottimo cibo. L’appuntamento fissato per mercoledì 26 Novembre alle ore 20,30 presso la Locanda Borgo dè Paladino; prevede la presenza del poeta napoletano Stelvio Di Spigno. L’autore svolge attività di ricerca presso l’Università Orientale. Ha pubblicato Il mattino della scelta in Poesia contemporanea. Settimo quaderno italiano, a cura di F. Buffoni; il volume di versi Mattinale; il saggio Le “Memorie della mia vita” di Giacomo Leopardi; il volume di versi Formazione del Bianco. Collabora con “La provincia” e “La Gazzetta del Sud”. Le opere di Stelvio Di Spigno saranno introdotte dal poeta Domenico Cipriano ed accompagnate dagli attore Enzo Marangelo e Piera de Piano dello studio Teatro Hypokrites di Solofra, nell’atmosfera suggestiva delle note d’arpa di Verdiana Leone. La Kermesse ben riuscita, ha il pregevole intento di divulgare la poesia e di creare uno speciale connubio tra più arti nell’ambito della promozione enogastronomia e turistica dell’irpinia.
La sperimentazione prosegue di volta in volta, e l’auspicio da parte del sindaco Eugenio Abate e dei curatori della rassegna, il presidente delle Pari Opportunità Lucrezia Di Benedetto e la poetessa Antonietta Gnerre è di una maggiore attenzione verso tutte le forme di arte.
Con..Versando, attraverso la poesia per unire conoscenze, esperienze, nuovi orizzonti, superamento dei pregiudizi.
Con..Versando per recuperare quella dignità del confronto che rende ogni uomo libero.

innominato poema?

Cara/o amica/o, ti segnaliamo il doppio appuntamento di martedì 2 dicembre alla Casa della Poesia, nella Palazzina Liberty, Largo Marinai d’Italia 1, Milano.

martedì 2 dicembre ore 18
MOLTINPOESIA, laboratorio
Secondo incontro a cura di Ennio Abate
"innominato poema? o cosa dal '69, lì di partenzamirando la metropoli che s'oscura attraverso lafinestra vetrosa una ragazza nuda sdraiatanella mente battevano in silenzio le palettedel ventilatore"
Interrogazioni su VIAGGIO NELLA PRESENZA DEL TEMPO di Giancarlo MajorinoIntroduce Luisa Colnaghi

jeudi 20 novembre 2008

CALENDARIO DELLAPOESIA ITALIANA 2009

http://www.alhambrapublishing.com/htm/IPC09.html

CALENDARIO DELLAPOESIA ITALIANA 2009
365 Poesie 250 Autori

Un calendario ed un’antologia insieme.Il Calendario della poesia italiana 2009, è un oggetto dalla veste elegante, e presenta 365 poesie e più di 250 autori italiani. Raccoglie testi appartenenti a diverse epoche e scuole, con particolare attenzione alla poesia contemporanea. Perfetto da tenersi sulla scrivania o sul comodino, il calendario offre l’opera di alcuni tra i maggiori poeti italiani dal XIV al XXI secolo. Per ritrovare le più belle poesie della tradizione letteraria italiana, conoscere le più importanti voci della poesia contemporanea, e scoprire i migliori autori emergenti del panorama italiano. Il calendario è raccolto in una spirale, che permette di voltare pagina, e di utilizzarlo anche in seguito, come un volume da consultare. C’è anche un indice per autori e per testi.

Il Calendario della poesia italiana 2009 di Alhambra, è molto più che un semplice calendario, è un libro da conservare.

lundi 26 mai 2008

CON…VERSANDO ( il Mercoledì Letterario)

CON…VERSANDO ( il Mercoledì Letterario)prossima tappa mercoledì 28 Maggio ore 20,30con il poeta Cosimo Caputo, Ristorante e pizzeria Le Querce,via SarroMontemiletto-Av


La Kermesse culturale “Con…Versando”(il mercoledì letterario a Montemiletto) organizzato presso i wine-bar del paese prosegue con tanto successo. L’itinerario di grande spessore culturale,ospita un poeta campano al mese ,con l’intento di divulgare il verso, e soprattutto di far conoscere gli autori che operano nelle nostre terre. L’iniziativa è organizzata dalla Consulta delle Pari Opportunità, nell’ambito delle iniziative culturali che il Comune di Montemiletto, guidato da Eugenio Abate, ha promosso per tutto il 2008. Gli incontri di “Con..Versando” accompagnano l’ospite in un magico momento di confronto con il pubblico, tra poesia, teatro, musica, vino e ottimo cibo. L’appuntamento fissato per mercoledì 28 Maggio alle ore 20,30 presso il Ristorante Pizzeria Le Querce, sito in via Sarro, prevade la presenza del poeta Cosimo Caputo, di San Giorgio del Sannio (BN). Caputo si interessa di poesia,di critica letteraria di storia di filosofia di teatro e politica. Collabora con quotidiani della Campania e con varie riviste nazionali a carattere socio-culturale. Ha pubblicato nove testi di poesia e di prossima pubblicazione “Derive”(Edizioni Rivista Storica del Sannio) ,collana diretta da Rino Mele.I versi di Caputo saranno introdotti dalla dott.ssa Michela Marano e dalla poetessa Monia Gaeta, declamati dagli attore Enzo Marangelo e Piera de Piano dello studio Teatro Hypokrites di Solofra, nell’atmosfera suggestiva delle note d’arpa di Verdiana Leone e con la presenza di autorevoli ospiti che accompagnano il Con..Versando come: il critico Alessandro D Napoli e il giudice Iannarone. L’iniziativa ben riuscita, ha il pregevole intento di divulgare la poesia campana ,ma anche di creare uno speciale connubio tra più arti nell’ambito della promozione enogastronomia e turistica dell’irpinia.Infatti, per mercoledì 28 maggio è prevista anche la presenza del noto pittore irpino Giovanni Spinello.La sperimentazione prosegue di volta in volta,e l’auspicio da parte del sindaco Eugenio Abate e dei curatori della rassegna,il presidente delle Pari Opportunità Lucrezia Di Benedetto e dalla poetessa Antonietta Gnerre è di una maggiore attenzione verso tutte le forme di arte.Con..Versando, attraverso la poesia per unire conoscenze,esperienze,nuovi orizzonti,superamento dei pregiudizi.Con..Versando per recuperare quella dignità del confronto che rende ogni uomo libero.

vendredi 16 mai 2008

Le Monde des Livres

Chers amis libraires,Notre partenaire Le Monde des Livres a sélectionné ce vendredi 16 mai un choix de Gaëlle Farre de la librairie La Dérive à Grenoble (Isère).Nous serons très heureux de mettre en ligne vos propres choix : merci de vous connecter à www.lechoixdeslibraires.com et de vous laisser guider dès la page d'accueil.France Info est également partenaire de notre site. Dimanche, François Busnel recevra Dominique Cara, de la librairie La Hune (Paris 6), Matthieu de Montchalin, de la librairie L'Armitière à Rouen (Seine-Maritime) et Hervé Floury, de la librairie Floury Frères à Toulouse (Haute-Garonne). La chronique A livre ouvert est diffusée le dimanche soir sur France Info, à 18h53, 20h53, et 22h53. Vous pouvez la réécouter sur le site de France Info, et sur Lechoixdeslibraires.comChaque mois dans Livres Hebdo (pages Rendez-vous), un communiqué annonce les noms des écrivains, traducteurs ou éditeurs, qui s'adressent sur notre site aux libraires de France. Cette semaine les éditions Zulma, Robert Laffont, NIL, Actes-Sud, Belfond ont été mises en avant par les libraires de France.Merci à tous de votre fidélité, et de vos encouragements.CordialementJean Morzadec (06 14 67 45 13)Lechoixdeslibraires.com75 rue de Lourmel75015 Paris

E se fossero i libri a mettere le ali?

E se fossero i libri a mettere le ali?C'è una poesia che ami particolarmente o un libro che più di ognialtro ti sta a cuore? Hai scritto qualcosa che ritieni interessante?Vieni a condividerlo!Il gruppo di lettura lo Scaffale Capovolto, con il patrocinio dellaCommissione Cultura della Circoscrizione 3, organizza due serate diLibere Letture alle ore 21 presso Spazio Arte, via Maestri del Lavoro,Sesto S. G. – M1 Sesto Rondò15 maggio5 giugnoLa partecipazione è aperta a tutti. Non ci sono obblighi di letturaper chi interviene, né di parola. Sono ben accetti anche i puriascoltatori. Le proposte sono libere. È possibile leggere testi diogni genere e lingua.Per ragioni organizzative e per garantire a tutti coloro che lodesiderano di poter intervenire segnala il tuo intervento scrivendo a:loscaffalecapovolto@hotmail.ito chiamando il numero 339 360 4295http://www.ilfondacodellapoesia.it/loscaffalecapovolto/default.htm

jeudi 15 mai 2008

LUIGI SPERDUTI

Nasce il 24 giugno 1978 a Frosinone.
Introverso, creativo, per due anni frequenta i college di Sherborne e Southampton In Inghilterra. Da lì nasce la sua passione per la cultura anglosassone e tutto ciò che la riguarda.
Iscritto alla facoltà di legge di Roma, abbandona gli studi in quanto non consoni alla sua personalità. Sono gli anni delle grandi bevute, della sperimentazione delle droghe, ma soprattutto di un viaggio all’interno di sé stesso, della sua anima. Attratto dal caos esistenziale, denigra la società, la sua struttura, gli elementi che la compongono. I viaggi sono all’ordine del giorno, il bisogno di evadere devastante. Disadattato perenne inizia a scrivere all’età di 17 anni, i componimenti sono brevi, saltuari, rappresentano quasi una “cura” alla monotonia della vita che lo circonda.
Alla ricerca continua dell’essenza umana, viaggia quasi per l’intera Europa, ma viene a mancare quel senso di completezza che trova solo anni dopo chiudendosi per giorni in una stanza con una underwood.
Frequenti le letture di Rimbaud, Baudelaire, Allen Ginsberg,W.Burroughs,Kerouac , John Fante, Jim Carroll, Charles Bukowski, ne condivide lo stile di vita-
Sono gli anni della pittura.
Nel 2005 i suoi componimenti poetici avevano quasi preso forma, erano catalogati, venivano letti ma soprattutto era inclusi in un raccoglitore che recava il titolo dell’opera.
Prendendo coscienza della situazione editoriale odierna, decide di partecipare al concorso letterario “Ducas” bandito dalla rivista Underground Press.
Vede la luce così nell’aprile del 2007 “décadence:immagini introverse”, ritratto di un’era decadente e ibrida.
Lavora attualmente ad un romanzo.
Crede nella letteratura d’avanguardia. Ha pubblicato anche all’estero con riviste letterarie inglesi e americane, tra cui Straight from the fridge,Beat the Dust, Zygote in my coffee, facenti parte della Offbeat Generation.
Ha pubblicato in un’antologia della Giulio Perrone editore, Fili di parole e l’ultima edizione di Décadence – immagini introverse (Violenze sessuali & ubriachezza molesta) verrà ristampata in maggio 2008 dalla casa editrice Tespi (www.tespi.it).


Contatti:

l.sperduti@yahoo.co.uk

www.myspace.com/chinaski78

http://www.talentdatabase.com/channels/20-Writing/profiles/1102702-luigi-sperduti?pf%5Bchannel_id%5D=20

http://decadence-poems.blogspot.com/

Enrico Pietrangeli

La poetica di Enrico Pietrangeli è costruita su un’idea antica ed
epica di eroismo dove l’autenticità è fissata dalla sequenzialità degli
eventi scaturiti dalla macrostoria. Il percorso a ritroso è scandito
da fatti bellici, dalle grandi guerre all’11 settembre, ma è anche
un tributo a maestri di poesia del passato, da Baudelaire a Rumi
fino ad Ungaretti al quale è dedicata, oltre che una poesia, la chiusa
della silloge: “M’illumino di provvisorio”.
Ad Istanbul, tra pubbliche intimità rivela, già nel sottile calembour
del titolo, la disinvolta ‘pruderie’ che cerca sinergie tra ciò che eticamente
inibisce lo sguardo di sé e ciò che umanamente spinge
un ‘io’ svestito e indifeso a guardare il mondo al di là di se stesso
e a creare equilibri, a volte persino sinistri o indecenti, con i potenti
fermenti della realtà: “permango nel terrore che altri/
possano guardarmi dentro:/nudo, impaurito, bambino./Sono
un sassolino sul selciato,/scalciato, altrove abbandonato”.
Il Perelà contemporaneo è ancora un cantore solitario e onanistico,
“E canto un disagio/martire di esitazioni”. È l’allegoria
spietata di un Cristo-giullare che vaglia possibili codici di comunicazione
per interagire anziché scompaginare un mondo di regole
ostiche e impenetrabili: “Cerco, di fondo, comunicazione”. È
l’uomo di fumo che lascia tracce di cenere dietro di sé, potente
quanto inefficace nella sua disincantata denuncia. Spiragli di un
funambolico Palazzeschi dunque, ma anche una prosodia ermetica
che scarnifica le immagini e cesella la lingua inventando concatenazioni
strutturali ad effetto e mélange musicali lontanissimi da
speculazioni accademiche.
Avanguardie e neoavanguardie garantiscono un persistente retaggio,
ma l’organicità delle diverse combinazioni poetiche, che
non escludono neppure tracce di ‘scapigliatura’, riesce a costruire
un proprio linguaggio di cui, forse, la componente più viscerale è
rappresentata da una sorta di modernismo dionisiaco e spirituale
da cui emergono risvolti apollinei. L’autore sembrerebbe infatti
recuperare sia il simbolismo francese che una versificazione libera
che non rinnega affatto la rima. Nella poesia Non è l’amore, ad esempio,
utilizza per lo più il tradizionale endecasillabo sebbene
intervallato dal refrain del titolo: “Non è l’amore che non trovo/è
la paura dei sentimenti/tra impalpabili, ordinari orrori./Non è
l’amore che non trovo”. Feticismo e voyeurismo sconsacrati con
ironia adolescenziale e sprezzante, sono la stessa cifra di un conflittuale
approccio con la modernità-presente. In questo senso è
forse possibile parlare di ‘modernismo apollineo’, interpretandolo
come tentativo di cogliere bellezza e serenità in cui non è assente
la compenetrazione religiosa.
Il viaggio, sviluppato dentro la città esotica, erotica e comunque
esoterica, è anch’esso un tentativo di elevazione dello spirito
e assume il rigore della necessità. Gli interstizi dei luoghi sono
spiati e dall’osservazione si può ipotizzare una sintesi che, in
qualche modo, spieghi la storia nella sua miracolosa connivenza
di contraddizioni e simmetrie. Una dimensione spazio-temporale
danzante, permette all’autore di gettare ponti tra ciò che è stato
vissuto e l’ignoto, di interrogarsi sulla propria condizione di bilico
tra le epifanie del passato e l’assurdità del presente. Santa Sofia diviene
potenziale crocevia per una lettura della storia che, partendo
da “amorfi ruderi bizantini”, intreccia alle origini la cultura islamica
a quella cristiana e ne esalta le singole peculiarità.
Vitale e logorata, l’accettazione dell’inspiegabile, inteso come
fenomenologia ineludibile cui è sottoposta la condizione umana,
attraversa tutta la raccolta come elemento biologico e meccanicistico
ancor prima che emotivo. Accettare non equivale a comprendere
ma spinge, quasi di diritto, a intraprendere un cammino
epistemologico garantito dalla molteplicità degli stadi dell’essere e
dalle imprevedibili manifestazioni del reale.


Presto a Radio Alma
Ringraziamo Edizione il Foglio per averci fatto scoprire questa perla
L'equipe di Brussellando
http://radioalma.blogspot.com

Federico Federici - presto in Radio




Federico Federici (Savona, 1974), laurea in Fisica nel 2000. Dal 2000 al 2004 svolge attività di ricerca presso la sezione INFM del Dipartimento di Fisica dell’Università di Genova, nell’ambito della Fisica dei biosistemi, occupandosi principalmente di microscopia confocale e microscopia con eccitazione a due fotoni. Dal 2004 sospende l’attività scientifica per dedicarsi alla Letteratura e alle Arti Visive. Ha pubblicato, di poesia (a nome Antonio Diavoli), Ardesia (ShortEdit, Savona, 1996), Versi Clandestini (Studio64, Genova, 2004), Quattro Quarti (Il Foglio, Piombino, 2005), N documenti in cifra (Cantarena, Genova, 2006), Chiuderanno gli occhi (con Ilaria Seclì) (Cantarena, Genova, 2007); una selezione di testi da Profilo minore, con una introduzione di Luigi Metropoli nell’antologia Leggere variazioni di rotta (Le Voci della Luna, Sasso Marconi, 2008); di critica, Traduzione e talento individuale in Il simile più uno di M. Sannelli (Menilmontant, 2005), La nuovissima poesia russa (PaginaZero n. 8, 2005), Santa Cecilia e l’angelo: una lettera a Massimo Sannelli (Cantarena n. 30, 2006), Una poesia senza eroe? Nika Georgievna Turbina (PaginaZero n. 9, 2006), Il corpo asciutto (nota alla poesia di Anila Resuli); di prosa l’e-book Per innata difesa. Variazioni sul tema dell’umore (con M. Sannelli) (Menilmontant, 2005), Lettera scritta tra le righe di un libro (in Poesie il cui tema è una rovina di Stella Iasiello e Roberto Di Pietro, Kult Virtual Press, 2006).Suoi testi sono usciti su rivista «Atelier», «Cantarena», «Private», «Kritya», «Lo Specchio» de La Stampa e su internet su siti quali «Liberinversi», «La poesia e lo spirito», «Erodiade», «La costruzione del verso», «Oboe sommerso». La raccolta Versi Clandestini è stata segnalata nel corso della trasmissione Fahrenheit (Radio 3) nell’ambito del bookcrossing.Ha curato una traduzione originale dei testi della poetessa russa Nika Turbina uscita su e-book (omaggio a Nika Turbina) (Menilmontant, 2006).Suoi testi sono stati tradotti in inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo, hindi e arabo.Ha tradotto in inglese alcuni estratti dal poemetto lì vidi: nero, patio, riso di Gian Paolo Guerini e, per le Edizioni Cantarena una raccolta di testi della poetessa indiana Rati Saxena. Sta curando la prima edizione italiana delle poesie di Renáta Vargová. Collabora con Aušra Vaitkut; nell’ambito dei progetti Micrometraggi e Teatro di Voci. Con l’opera Requiem auf einer Stele ha partecipato all’Indian Poetry Festival in Kerala (2007).Ha preso parte a Festival e letture in Italia, Germania e Polonia.
Hanno scritto su di lui: Livia Bidoli, Giuseppe Conte, Jennifer Compton, Maurizio Cucchi, Juliane Diedric, Gian Franco Fabbri, Paolo Fichera, Stefano Guglielmin, Francesco Marotta, Luigi Metropoli, Fabio Orrico, Massimo Sannelli, Marco Saya, Ilaria Seclì, Sara Veltroni.
Di prossima pubblicazione L’opera racchiusa, con una nota di Giancarlo Rossi, (La Camera Verde, Roma, Autunno 2008); la traduzione di One window eight bars di Rati Saxena, (Cantarena, Genova, Primavera 2008).

mardi 13 mai 2008

Caterina Camporesi presto a BRUSSELLANDO nella tela sonora

recensione di Nicola Vacca pubblicata in nicolavacca.splinder.comLa poesia è necessaria per capire il divenire. Lo sa benissimo Caterina Camporesi, che nel suo ultimo Solchi e nodi (Fara editore, pagine 93, 10 euro) si cimenta con la realtà di un’esperienza esistenziale che nella parola sa essere misura di tutte le cose.L’ultima poesia della Camporesi è un modo intrigante del guardarsi dentro: «luoghi e tempi nutrono / aprono varchi al nostro divenire». Con queste parole la poetessa avverte il lettore che si accinge a cimentarsi con i suoi versi.Una sorta di premessa etica con la quale la Camporesi entra nel dedalo problematico dell’universo e dei solchi e nodi di quel tempo reale, nel quale scorrono le nostre vite.Va nella profondità degli attimi la cifra esistenziale della poetessa, che presta la sua voce alle ferite che il male traccia nella vita di tutti i giorni e di cui noi siamo le vittime di un mistero che si infittisce con la nostra presenza forse non sempre giustificata nel caos che ci circonda.«Troppo breve la vita / per riempirla / si colma svuotandola». Questi versi catturano il pensiero che si ripete in ogni gesto umano. Caterina Camporesi gioca con la vita e con i suoi colpi mortali per sentirsi viva. Non è sempre facile fare tesoro degli attimi che ci sono stati donati: «muore l’orizzonte / sul molo dei millenni / rotolano idee in ogni dove / accerchiano indizi e insidie / opaco il mistero continua / ad imperare».Bisogna toccare gli abissi dei solchi della vita che ferisce e sciogliere i nodi del tempo. Soltanto così si avrà il coraggio affrontare il malfermo inverno della nostra condizione umana.La poesia di Caterina Camporesi è l’inventario delle ferite sanguinanti dell’anima e del cuore. Ma soprattutto è un canto esistenziale che predilige il pensiero che si disperde nello stupore dei sensi. Forte di questa convinzione la Camporesi arriverà a scrivere che «ad ogni istante sulla scena del mondo / risuona il colpo di grazia».Nella dimora della parola la poesia concede alla vita un’altra possibilità.
È onesta la poesia che arrischia le strade del cuore. Sono davvero rari i poeti che hanno il coraggio disinteressato di affrontare le ferite insanabili del male di vivere con le parole incendiarie della passione.Nicoletta Verzicco con il suo Sangue dei papaveri (Fara editore, pagine 66, 10 euro) scrive versi di puro amore e appicca incendi di passione con una trasparenza scomoda e irriverente, che mette nell’angolo l’ipocrisia delle convenzioni ambigue, disarma le paure del nostro tempo e del pensiero debole che lo caratterizza.Nicoletta è una poetessa-guerriero che imbraccia le armi della passione e del sentimento, per affermare l’importanza controcorrente del sentire in un’epoca nella quale tutto quello che è romantico viene considerato disdicevole.La Verzicco è nuda davanti al disordine dl reale: «Acerrimo nemico / sfodera la tua / spada affilata / brandirò parole / caustiche / per affrontarti / sarà un duello / ad armi pari».Dall’osservatorio sentimentale della sua nudità, la poetessa attraversa l’oscurità fredda del mondo che facilmente rinuncia alle passioni per precipitare nell’abisso di un nichilismo dal quale l’uomo difficilmente tornerà.Nicoletta Verzicco percorre pericolosamente il campo minato dell’esistenza. La poetessa lascia che il suo cuore sprigioni tutta la forza magnetica delle passioni. Nella sua poesia difende con le unghie la scelta interiore del sentire e la grazia del suo pensiero inatteso, che sconvolge e scuote i sensi intorpiditi dalla ragione.